Cioccolato e sigari dalla Toscana per la mia Grappa di Amarone
L’inverno è la stagione che preferisco per apprezzare la mia grappa.
Da ex fumatore ogni tanto mi piace coccolarmi con un sigaro.O meglio… con un buon Toscano. Il Toscano, più del sigaro, mi ha sempre affascinato per due motivi, perché è un prodotto tutto italiano e per la sua storia interessante. Tante volte è da casualità o errori che nasce una genialità; un po’ come l’Amarone che nasce dal non aver interrotto la fermentazione per ottenere il Recioto. Infatti, da subito, il vino, così “amaro”, non piaceva e poi, fu proprio l’Amarone a rendere la Valpolicella celebre nel mondo. Il toscano nasce appunto da una casualità… Un fortissimo acquazzone colpì Firenze nel 1815, rovinando una grossa partita di tabacco, della varietà Kentucky. Le elevate temperature estive, di conseguenza, innescarono una fermentazione. Per non perdere la partita si pensò di riutilizzarlo per riempire i sigari e per venderlo a basso costo in modo da recuperare in parte le spese. Questo prodotto di bassa qualità e molto “puzzolente”, si trasformò, invece, in un successo incredibile e incontrò il pubblico dei fumatori.
Ogni tanto amo gustare questo Toscano extra Vecchio dal gusto deciso e dalla lunga persistenza e lo accompagno a piccole delizie di cioccolato, sempre toscano. Questi cioccolatini sono i capolavori di Andrea Slitti, grande Maestro Cioccolatiere che ho conosciuto qualche anno fa a Pistoia. Il cioccolato ricopre dei frutti disidratati come la ciliegia, la fragola, la mandorla e il pistacchio. E per rendere armonico il tutto lo abbino alla mia Grappa di Amarone del 2013. La sua morbidezza e la sua aromaticità si uniscono a tutte queste sensazioni, rendendo l’assaggio una vera e propria esperienza sensoriale. Vera poesia ad ogni piccolo sorso. Ogni tanto, davanti al camino, mi piace viziarmi così, rendendo l’inverno… un po’ più caldo.
Scritto da Giambattista Ugolini

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