Un regalo speciale
Si avvicina il Natale ed arriva il momento più bello perchè si inizia a pensare cosa regalare e a chi.
Quest'anno sarà un momento tutto speciale perchè mi dedicherò solo alle persone più care e vicine a me. Agli amici invece invierò un piccolo pensiero con corriere, e mi piace comunque la cosa perchè anche se non li potrò vedere personalmente saprò che un piccolo dono è entrato nelle loro case e sarò con loro.

Come posso riempire la scatola per i miei cari?
Sicuramente metterò una bottiglia di Recioto per mia mamma, ormai, da anziana, non beve più ma un goccetto di vino dolce la sera, ogni tanto, lo prende. È una bella tradizione, anche perchè una volta il Recioto era un vino prezioso, primo, era il vino delle feste e il vino della domenica e poi gli si attribuivano anche poteri curativi e magici. Se eri incinta, un bicchierino ogni tanto faceva bene, se eri anemico ti alleviava, se eri stato male e servivano energie aveva potere curativo... la nostra tradizione folcloristica è ricca di questi aneddoti...

Ai miei fratelli regalerò una bottiglia di Ripasso... ma una sola! Perchè la voglio bere con loro, riuniti a casa. Con i miei fratelli abbiamo un rapporto speciale, ognuno ha la sua attività, siamo caratterialmente molto diversi e lo scontro, ancora oggi, è sempre acceso. È una cosa molto divertente, ma l'unione che abbiamo è unica. Ogni volta che ci ritroviamo, è tornare a quando eravamo bambini e ci si riuniva tutti insieme a ridere davanti al tavolo della cucina ad aspettare la merenda, dopo aver giocato. Ora invece è un bel bicchiere di Ripasso a fare da unione. Il Ripasso è quel vino che piace a tutti e ci accomuna, oggi, per la nostra diversità. È bello crescere e saper tornare ancora a quei momenti magici.

A mio figlio più grande il Valpolicella, ogni volta che penso al nostro Valpolicella Pozzetto mi immagino lui. Negli ultimi anni questo vigneto lo ha seguito di più perché è il più difficile, proprio perché è l'unico di vallata; e lo ha seguito con la cura che si dedica al proprio giardino di casa. In quel vino vedo tutta la sua fatica e la sua passione.

A mio figlio più giovane il Superiore. Si sta avvicinando al mondo del vino e al momento è molto attirato dai vini delicati e ricchi di sapori e profumi. Sicuramente il San Michele è quel vino che può affascinare per i molteplici frutti rossi e per la miriade di spezie dolci che si percepiscono. E poi perché è quel vino elegante che sa accompagnare diverse pietanze con differenti preparazioni.

A mia moglie l'Amarone. So che può essere un'idea che va contro il concetto di unione familiare, ma me la voglio immaginare in salotto, sul divano, leggendo sotto la sua copertina preferita, che non mi piace, ma piace tanto a lei, mentre io la guardo in silenzio. Un vino da condividere solo con gli sguardi. In questi anni mi ha sempre aiutato e appoggiato nel mio progetto, è sempre pronta a rendersi disponibile, come la domenica in estate in cantina e per la famiglia ha fatto tanto. Vorrei pensarla mentre si coccola e dedica un momento a se stessa con questo vino così ricco da poter essere bevuto a piccoli sorsi.

Ecco che la mia scatola è completa, sono 5 e non 6. Voglio lasciare un vuoto e pensarla per mio padre, che è venuto a mancare proprio nel momento dell'inizio del progetto delle Tenute Ugolini. Questa cantina l'ha desiderata tanto. Ma questo è un vuoto che invece riempie tutta la scatola e ha dato a tutti noi il vero senso di una famiglia unita.

Il Natale è sempre quel momento per coccolarci in famiglia e una bottiglia di vino, per la sua condivisione, diventa veramente un regalo speciale.
Scritto da Giambattista Ugolini

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